Bellezza Naturale per Interni ed Esterni
TINTEGGIATURE A CALCE
La pittura al latte di calce è la pittura più antica esistente, ma l’utilizzo e l’applicazione che oggi ne viene fatta è solamente un surrogato della vera tecnica dei tinteggi a calce.
La calce allungata in acqua è solamente una “sospensione”, cioè una soluzione di acqua che veicola particelle di idrossido di calcio.
Non c’è nel momento della diluizione un vero e proprio legame con l’ acqua, anche se sembra, sicché non può esser detta “dispersione” come può definirsi una tempera o altra pittura.
La pittura a latte di calce, a buon fresco, è caratterizzata da un’incomparabile bellezza, non raggiungibile con altri materiali.
La calcite e la sua proprietà, la birifrangenza, fanno sì che la pittura a calce abbia una luminosità incredibile, morbidezza, opacità, un aspetto cangiante e setoso.
Tutte le volte che possiamo la proponiamo, poiché arricchisce con rigore e senza invadenza ogni ambiente interno ed esterno.
È parte integrante della nostra storia e sentiamo il dovere di difenderla e incentivarne l’uso.
Ma quindi qual è la vera tecnica della pittura a calce che per secoli e secoli è stata usata nelle facciate di palazzi storici ed edifici che hanno superato il lungo corso del tempo?
Ci sono facciate di palazzi fatte a calce che hanno 500/600 anni e ancora si presentano bellissime, il motivo è che quando si parla di pittura a calce tradizionale bisogna dividere almeno due percorsi applicativi:
- il primo è la rinomata tecnica dell’affresco, la stessa tecnica esatta con cui michelangelo dipinse la cappella sistina o altri capolavori ,
- il secondo sono le pitture a calce additivate con leganti naturali
La tecnica dell’affresco
La prima strada, la più nobile e la più duratura, quella con la resa estetica inarrivabile con le altre tecniche, è l’affresco.
Anche se, in quanto il termine affresco era giustamente troppo nobile per parlare di tinteggio di una facciata, fu ridotto a “pittura a buon fresco”, ma a parte diversificazioni letterarie, la tecnica era la medesima .
La modalità esecutiva era identica alla tecnica dell’affresco:
- nelle facciate (in antichità erano il 98% intonacate e dipinte, intonaco da tonaca, vestito protettivo, spesso le facciate erano fatte di laterizio misto non bello da vedersi e necessario di protezione)
- sul laterizio, mattone, ciottolame o pietre, veniva eseguito l’arriccio, la cosiddetta schizzatura: una malta molto ricca in legante “grassa”, che aveva ottima adesione e lasciava una superficie “arricciata” cioe’ scabra, atta a ricevere il corpo di intonaco (calce e sabbie )
- sul corpo d’intonaco il giorno dopo ad intonaco ancora umido ma già andato in presa, veniva steso l’“intonachino o velo”: uno strato sempre piu’ fine a lisciare la superficie composto sempre da grassello di calce e sabbia più fine
- sull’intonachino ancora umido veniva steso a più mani incrociate di latte di calce (grassello di calce ed acqua) e pigmenti, che erano per l’appunto gli stessi (quasi sempre i meno costosi e reperibili in loco in quantità) Terre e Ossidi, con i quali si dipingevano le opere d’arte.
Questa tecnica permette allo strato finale di legarsi per “carbonatazione” la reazione dell’idrossido di calcio con l’anidride carbonica, in modo indissolubile.
Il procedimento è lo stesso identico dell’affresco: stesse materie, stesse regole, stesse reazioni, stessi risultati.
Questa modalità di lavoro benché oggi sia rarissima, non è impossibile da farsi: in sinergia con una ditta edile ben preparata e scegliendo calce di prima qualità è un modo che può essere ancora attualissimo, e chiaramente se ben eseguita il risultato è di un altro livello.
Che cosa sono i tinteggi a calce “a secco”
Sono tutti quei tinteggi che oggi usiamo per dipingere interni ed esterni, quando si vuole usare la calce su intonaci già stagionati.
La calce anche in questo caso mantiene tante caratteristiche positive, tra cui l’azione antimicotica, funghicida e antibatterica disinfettante, grazie al suo PH altamente alcalino.
Ed anche molte caratteristiche estetiche:
- l’opacità
- la profondità
- la birifrangenza: la capacità di riflettere in più direzioni un fascio di luce creando spesso quell’effetto di luminosità e mineralità
La produzione della calce: il materiale piu’ sano per le nostre case
Ancor oggi per fortuna resistono medio-piccole realtà di produzione della calce, nello specifico il grassello di calce, l’unica vera calce per definizione.
Questo materiale è stato il legante di tutta la storia dell’umanità, esclusi gli ultimi 150 anni: infatti il cemento inizia a rimpiazzare la calce alla fine dell’Ottocento.
I primi ritrovamenti di costruito con la calce come legante si trovano in Turchia e sono datati circa 7000 a.C.
La calce, questo legante dal colore bianchissimo, è ottenuto per cottura di una pietra calcarea, cotta a bassa temperatura qualche giorno (800°-900°) con legna.
Non tutte le calci sono uguali
È molto importante la qualità della calce che dipende dal calcare, dalla sua qualità, da come è stata cotta e dal tempo di stagionatura in vasca (in massa).
Dalla sua qualità possono cambiare in modo vertiginoso le prestazioni.
Il grassello di calce si divide in magnesiaco e dolomitico, ognuno con caratteristiche e impieghi diversi.
Il grassello di calce riporta sui sacchi delle nomenclature che ne descrivono le caratteristiche .
Come si dipinge con la calce?
Con la pittura a calce si dipinge con pennelli in pura setola bionda naturale.
Si diluisce il grassello di calce in acqua mescolando lungamente.
Sempre mescolando frequentemente si tinteggia a mani di pittura incrociate.
La pittura a calce è altamente traspirante, sana, antibatterica, antimuffa , e tutto questo senza additivi chimici ma in modo naturale.
La pittura a calce si colora con pigmenti naturali: terre e ossidi. Sono pigmenti di natura minerale, derivano dall’ossidazione di metalli o dalla cottura e macinazione di vere e proprie terre.
Dai nuova luce ai tuoi ambienti con la pittura a calce!
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